BOLOGNA, CITY OF LEARNING

ccol-blue-whitedi E. Brighi 

Dalla riscoperta dei principi educativi di base alle piattaforme abilitanti per la formazione permanente (Life Long Learning)

In un momento in cui i cambiamenti del mondo del lavoro sono una realtà cui occorre far fronte, la competenza e la consapevolezza devono diventare elementi centrali delle politiche di sviluppo della persona e dunque del cittadino. La competenza, fin dall’età dei nidi di infanzia, costituisce le basi di una nuova consapevolezza e una nuova maturità del cittadino nell’affrontare i cambiamenti che le nuove tecnologie e il nuovo modo di far impresa stanno implicando. Quindi, dalla riscoperta e dall’applicazione di buone pratiche educative di pedagogia attiva nei nidi di infanzia, fino alle moderne realtà delle ‘city of learning’ americane, tutto deve essere integrato per restituire al cittadino le sue competenze e educare una nuova cittadinanza alla ‘cultura della formazione continua’. La politica comunale doterà il cittadino degli strumenti adeguati per personalizzare il proprio percorso formativo informale e non formale, dando un segnale politico forte e trasformando l’attuale Assessorato alla ‘Scuola, Formazione e Politiche per il Personale’ in Assessorato per lo ‘Sviluppo del capitale umano della città’.

 

 

Approfondimenti della proposta

 

 

Il contesto attuale, dalla scuola al mondo del lavoro

E’ evidente come il mondo del lavoro stia cambiando o sia ormai cambiato. Bologna, città che ha un tessuto industriale manifatturiero forte, sarà interessata nei prossimi anni dalla rivoluzione della Industry 4.0, che avrà impatti rilevanti sull’assetto delle aziende, sul lavoro, sulle competenze da esercitare e dunque sul capitale umano della città. Contestualmente le istituzioni scolastiche (superiori e non) stanno lentamente attuando i processi di riforma disegnati a livello europeo e declinati a livello nazionale, non riuscendo sempre ed in maniera efficace ad attuare il cambio di paradigma che prevede lo sviluppo di competenze trasversali e la facile comparabilità degli obiettivi di apprendimento. Ne deriva una situazione nazionale non omogenea dove le reali necessità formative sia in termini di competenze tecniche, sia di competenze cosiddette ‘soft’ e sono sempre più lontane dalla realtà formativa e registrano segnali significativi di dispersione scolastica. In sintesi questi gli elementi del contesto attuale :

  • Nei prossimi anni si creeranno nuove professioni e avverrà una trasformazione di quelle attuali
  • La distribuzione del lavoro in termini di tempo e luogo non sarà facilmente determinabile (possibile perdita di know-how del territorio?)
  • Evidente gap formativo tra le attese delle aziende e il capitale a disposizione in termini di soft-skill
  • La perdita dei posti di lavoro dovuti alla trasformazione delle professioni induce a progettare interventi seri di riqualificazione con largo anticipo
  • La dispersione scolastica, l’abbandono induce ad una riflessione seria su come complementare la filiera istituzionale dell’istruzione con iniziative comunali permanenti e qualificate che partano dai nidi di infanzia
  • Le frontiere del digitale aprono scenari molto interessanti che però non hanno ancora una letteratura in termini di valutazione dell’efficacia dell’apprendimento

Cosa può fare la politica a livello comunale?

Bologna deve essere pronta a questa rivoluzione, anticipandola e diventando attrattiva per cittadini anche di altre città. Anche l’Europa, attraverso il programma Erasmus +, promuove la progettazione e lo sviluppo di politiche che consentano di favorire innovazione, scambio di buone pratiche, integrando al meglio la filiera formativa con quella imprenditoriale.

Cosa farà Bologna:

  • Supporterà il cittadino nella personalizzazione del suo percorso formativo
  • Restituirà al cittadino il portafoglio di competenze acquisito lungo tutta la sua vita in città
  • Promuoverà percorsi formativi specializzati sulle eccellenze del territorio: la meccanica, l’automazione ma anche il food, la cultura, …
  • Favorirà trasversalmente il passaggio da un livello di istruzione ad un altro con personale qualificato

 

Come può farlo?

Gli strumenti per poter realizzare concretamente tutti i punti elencati sono molteplici, ma il principale è quello di implementare, in una chiave completamente allineata al nostro DNA locale, il modello delle city of learning americano:

  • Creare una piattaforma che integri il sistema formativo istituzionale e non in percorsi personalizzabili e facilmente realizzabili da enti di formazione, imprese/corporate università e realtà dell’associazionismo.
  • Creare la playlist della formazione bolognese: quali professioni Bologna vuole certificare come ‘proprie’ e come patrimonio della città e del territorio?
  • Creare nuove figure professionali in grado di implementare programmi di pedagogia attiva nelle scuole, come supporto e formatori degli insegnanti stessi.

 

Azioni concrete

  • Esaminare le best practice già presenti su comuni limitrofi in termini di pedagogia attiva (Terre d’Acqua) e capirne la fattibilità a Bologna.
  • Per fine ottobre 2016 è previsto un evento di portata internazionale a Bologna (http://openepic.eu/) sulla tematica ‘Open badge’ e ‘City of Learning’. Sarebbe un’ottima occasione per un incontro con il Sindaco che crei una relazione per gettare le basi di un progetto futuro.
  • Prendere contatti con LRNG.ORG, realtà americana che si sta diffondendo anche in Europa per esaminare le best practice
  • Creare una solida partnership tra Comune, Università e un panel di Imprese ed Enti di formazione per fare un progetto finanziato da CE (Erasmus +) per la creazione di ‘Bologna, city of learning’
  • creare un percorso integrato comune università di orientamento al LLL che accompagni lo studente durante la sua carriera accedemica e lo orienti anche durante l’inizio e il proseguo della carriera lavorativa (tornare a Bologna per continuare a formarsi)
  • Proporre percorsi formativi mirati anche per l’utenza internazionale che soggiorna in città per brevi periodi (6 mesi, 1 anno ) circa 3000 studenti scambio ogni anno e coloro he soggiornano per medi periodi (2-3 anni), circa 3000 studenti iscritta regolarmente ai corsi di studio.

 

 

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