Liberi, responsabili, coerenti. Invito al voto di Davide Conte e Amelia Frascaroli.

Liberi, responsabili, coerenti. Come sempre #dallapartediBologna

 In vista dei ballottaggi anche a Bologna è circolata la frase «lasciamo libertà di coscienza». Un’espressione assurda, perché non c’è leader, partito o movimento politico che disponga della coscienza di chicchessia. Gli elettori bolognesi sono tutti liberi, e domenica esprimeranno il loro sindaco.

Se noi militiamo dalla parte di Virginio Merola non è per semplice «coerenza politica», ma per coerenza con le nostre idee. Noi stavamo e stiamo con il nostro sindaco perché è con lui che potremo lavorare a quattro priorità cittadine: problemi e situazioni che non interessano soltanto a chi ha sostenuto la nostra lista al primo turno.

Con Merola sindaco potremo continuare a lavorare sulla cultura, che non è solo intrattenimento ma produzione locale di arte e di lavoro. Una città come Bologna, scelta da 90.000 studenti l’anno, è un’incubatrice naturale di libera espressione, d’elaborazione, di qualità. Con il nostro sindaco condividiamo questa visione: della cultura non come evento che si consuma, del lavoro non soltanto manifatturiero. Conoscenza – cultura – lavoro è il trittico strategico del futuro, con i giovani e per i giovani che studiano nella nostra città.

Con Merola sindaco potremo continuare a lavorare ad un bilancio sano e trasparente. «Trasparente» non è sinonimo di «consultabile»: un bilancio è davvero disponibile soltanto quando è spiegato al cittadino. L’accessibilità dei dati è un risultato raggiunto, la divulgazione a chi non ha tempo e modo per una verifica individuale è il passaggio successivo. Il cittadino non può essere lasciato solo di fronte ad un file tecnico, per questo il nostro sindaco è favorevole a un «bilancio raccontato». A quello che noi chiamiamo un «porta a porta del bilancio»: fra i cittadini, nei quartieri, nelle associazioni…

Con Merola sindaco continueremo ad affrontare, senza allarmismi e demagogie, il nodo immigrazione. Consapevoli del fatto che non esiste un solo flusso migratorio, che l’immigrazione non è un fenomeno unico e che non rimane uguale nel tempo. Nel 2011 l’esodo generato dalla crisi libica venne gestito a livello nazionale dall’allora Ministro Maroni. Come? In maniera centralizzata, con delle accoglienze di tipo assistenziale: caserme-parcheggio senza sbocco e senza percorsi, chiuse qualche anno dopo con una mazzetta da cinquecento euro per ogni persona abbandonata a se stessa. In questi cinque anni abbiamo lavorato duramente sul sociale, abbiamo conosciuto volti, ascoltato storie, mappato situazioni, per questo sappiamo che la maggior parte dei poveri che a Bologna elemosinano in strada provengono da quella strategia fallimentare. L’alternativa al degrado umano è quella che abbiamo costruito noi al fianco del nuovo governo nazionale, della regione, del nostro sindaco. Una strategia che combina accoglienza e accompagnamento. Le 15.000 persone che arrivano all’hub di via Mattei trovano oggi una rete di seconda accoglienza che coinvolge l’intera regione. A Bologna al momento possiamo contare su villa Aldini, villa Angeli, via del Milliario, organizziamo corsi di italiano, portiamo avanti proposte formative: un’accoglienza diffusa anche a livello di gestione comunale. 240 persone sono state inserite nel progetto «Bologna accoglie», un bando che abbiamo realizzato per tutte le associazioni di volontariato. Abbiamo presentato all’Unione europea il progetto di recupero ed utilizzo di Villa Salus, per il quale attendiamo risposta in settembre. La nostra rete sociale va ulteriormente rinforzata: per senso d’umanità nei confronti dei bisognosi, per la sicurezza e il decoro urbano dei residenti. Per una città che sa stare insieme, nel mondo.

 Infine, solo con Merola sindaco potremo continuare ad occuparci di casa e di verde secondo i nostri valori guida. La voce «ecoimpronta» del nostro programma (http://cittacomune.eu/tema/ecoimpronta/) è a disposizione: propone un’idea integrata del verde, una città in cui anche gli spazi naturali siano «abitati»: passeggiati, frequentati, mantenuti, valorizzati, sicuri. Per quanto riguarda la casa, noi abbiamo proposto al Sindaco di riconnettere emergenza abitativa e politiche abitative, di rimettere in discussione le forme di mercato dell’abitare, affrontando il tema dello sfitto e siglando nuove alleanze con gli imprenditori per quanto concerne l’invenduto.

 Cultura, bilancio, accoglienza, ambiente. Nessuna di queste priorità bolognesi sarà perseguibile senza Virginio Merola. Domenica siamo tutti liberi, tutti responsabili. Domenica, per Bologna, noi scegliamo di continuare a cambiare. #votiamoVirginioMerola

Amelia Frascaroli

Davide Conte

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