Dopo un anno di governo: qualche riflessione

NoiL’importanza delle dinamiche “personali o legate a ordini di scuderia” nella efficacia della azione politica è stato uno dei primi temi emersi. Il problema è testimoniato sia da Patrizia Rampioni  che da Giorgia Resca, consigliere elette nei nostri Quartieri, al punto da domandarsi se queste realtà non stiano diventando purtroppo “inutili” invece di essere la prima piazza dove i  cittadini si incontrano e discutono. D’altra parte Lorenzo Cipriani; Presidente del quartiere Porto Saragozza, ci testimonia quanto possa essere strettamente operativo il ruolo del Presidente di quartiere. A tal proposito pensiamo di organizzare in settembre un incontro con alcuni Presidenti di quartiere per affrontare l’argomento e non permettere che di uno strumento tanto prezioso venga stravolto il senso.

Abbiamo poi parlato della difficoltà di misurare e comunicare l’efficacia della azione politica per alcuni ruoli che sono di merito ma anche di supporto agli altri Assessorati del Comune di Bologna. Davide Conte, Assessore al Bilancio, partecipate e qualità dei servizi, rileva (ma in modo positivo!) come il suo assessorato svolga un ruolo servente rispetto agli altri. Si è sottolineata l’importanza di creare un linguaggio e strumenti condivisi per portare avanti il dialogo per eccellenza, quello fra amministrazione e cittadini.

Abbiamo concluso la prima parte della serata verificando come la forza di essere costanti e tenere duro sui propri obiettivi anche quando i percorsi sembrano cristallizzati sia l’unica possibilità per una politica che guarda lontano. Amelia e Davide confermano il loro sforzo continuo nel cercare la collaborazione di chi condivide un modo di pensare costruttivo, concreto e umano (quello che è accaduto per il Passante di mezzo ci serva come prova di una collaborazione nel merito).

In progetto vorremmo incontrare l’Assessore alla Casa del Comune di Bologna e il presidente di Acer.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla politica nazionale e ai suoi continui sussulti.

Chiudiamo con l’invito a farci udire la vostra voce “dal vivo” e speriamo che incontrarsi diventi una consuetudine piacevole per tutti, proprio tutti, noi.

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