Anno di nascita:

1979

 

Lavoro:

Project Manager.

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Libri chiusi negli scatoloni per trasloco. Mi sento ben rappresentata dal Portaspade di Damocle”.

(Zerocalcare, La profezia dell’armadillo)

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

PANE

Sviluppare lo spirito internazionale della città attraverso:

– il rafforzamento della relazione tra città e università;
– il coinvolgimento degli studenti nazionali e internazionali per responsabilizzarli prima come cittadini di Bologna e poi come ambassadors della città;
– la riqualificazione di spazi urbani nella scia dei progetti delle capitali europee.

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo:

Il Parco del Ghisello e il Portico di San Luca.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città?

– L’Università e i giovani che la frequentano: una città nella città che anagraficamente è nel boom delle energie mentali e fisiche;
– Nicchie di eccellenze in ambito artistico (arti grafiche, disegno, musica classics e contemporanea, teatro);
– Rete associativa sterminata;
– Struttura urbanistica unica nel suo genere, fruibile con mezzi non a motore.


Come vedo la città tra cinque anni?

Una città che guarda fuori da sé, aperta al mondo in maniera ordinata e coordinata. Una città che è consapevole dei suoi pregi e difetti, che valorizza le sue risorse invece di trascurarle. Una città dove un 25enne straniero decida di vivere.

 

Perché mi candido?

Perché ho capito che le mie idee sulla città non sono così lontane dalla riflessione collettiva che serve per andare avanti.
Perché nel mio impegno quotidiano cerco di valorizzare le risorse disponibili.

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