Anno di nascita:

1982

 

Lavoro:

Impiegata

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo” (Voltaire)

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

Le parole chiave sono pane, condivisione e buone scarpe. Vorrei lavorare sul tema della convivenza tra generazioni, generi e diverse nazionalità. Mi piacerebbe che il Comune potesse esprimere esperienze significative sui temi della dispersione scolastica, la violenza di genere, l’accoglienza.

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo:

I portici, simbolo di accoglienza, inclusione e protezione ma anche di laboriosità e ingegno dei bolognesi.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città?

L’Università.

 

Come vedo la città tra cinque anni:

Una città maggiormente rispettosa e inclusiva, in particolare più sensibile alle tematiche di genere, più attenta ai bisogni dei giovani e più informata e aperta verso le tante e diverse culture che la popolano.

 

Perché mi candido?

Ho accettato la proposta di Amelia perché voglio mettermi in gioco in prima persona. Ho sempre seguito la politica locale da esterna, come cittadina: ora vorrei impegnarmi e con umiltà portare il mio piccolo contributo a questa città che 15 anni fa mi ha accolta, cresciuta e arricchita.

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