Anno di nascita:

1976

 

Lavoro:

Manager settore IT.

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Andremo da Dio, lo saluteremo; se si dimostra ospitale, resteremo con lui; altrimenti, monteremo a cavallo e andremo via”.

(Proverbio mongolo)

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

PANE e CONDIVISIONE, Bologna come laboratorio di società benefit. Credo che Bologna possa diventare il primo esperimento italiano consistente della neonata forma denominata ‘Società Benefit’. Questo tipo di azienda, definita dalla Legge di Stabilità proveniente dal mondo anglosassone, apre scenari molto interessanti, tutti da sperimentare, di collegamento tra profit e no-profit, orientando definitivamente il sociale ad azioni imprenditoriali. Credo che gli imprenditori bolognesi, da sempre impegnati in modo responsabile nella loro azione quotidiana, possano essere coinvolti in piattaforme e progetti comunali per continuare ad agire in modo responsabile, affiancando alla loro azione imprenditoriale classica anche un’azione imprenditoriale sociale. Su questo il Comune di Bologna deve essere precursore italiano e deve creare le condizioni affinché gli imprenditori si orientino a questo genere di aziende.

CONDIVISIONE: una città che valorizza le competenze del cittadino. Da diversi anni è ormai noto che le aziende sono sempre più alla ricerca di personale dotato di competenze cosiddette ‘soft’, ovvero capacità di lavorare in team, di gestire i conflitti e di relazionarsi in modo empatico. E’ sempre più evidente che tali competenze siano preziose sia per il mondo del lavoro sia, e soprattutto, per rinnovare l’etica e la responsabilità cittadina. Allo stesso modo esistono delle competenze informali acquisite con altrettanta serietà fuori dalle istituzioni scolastiche, come ad esempio ‘essere giardiniere esperto’, ‘essere elettricista’,’essere volontario esperto di face-to-face‘.

Questo genere di competenze vengono sviluppate quasi sempre in modo informale, senza un percorso formale e senza una vera ‘consapevolezza’.

In particolare il forte spirito delle associazioni bolognesi, dal volontariato ad associazioni con altri scopi (sportivo, ludico-ricreativo, ecc…), sono una vera fucina di competenze di questo tipo oltre che di altri generi di competenze informali, ricercate da aziende e da privati.

Dunque il triangolo Bologna (come una delle città più smart d’Italia) – Università (una delle più importanti d’Europa) – Associazioni ed Enti (probabilmente con la numerosità italiana più alta) può creare un eco-sistema in cui le competenze del cittadino siano organizzate, certificate, sponsorizzate e restituite al cittadino in un portfolio che lo accompagnerà per sempre e lo farà sentire parte di una città unica al mondo.

L’attrattività di Bologna, come city of learning, sarà unica in Italia e aiuterà i nostri giovani a essere consapevoli delle proprie competenze, pronti per il mondo del lavoro.

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo:

Il Meloncello.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città:

La forte presenza di realtà socialmente attive proietta Bologna a candidarsi come leader tra le città della social innovation e della sharing economy.

 

Come vedi la città tra cinque anni:

Come un laboratorio a cielo aperto di esperienze socialmente costruttive che creano valore per turisti, studenti e cittadini.

 

Perché mi candido?

Perché ho un sacco di idee e non so a chi dirle se non all’intera cittadinanza!

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