Anno di nascita:

1952

 

Lavoro:

Pensionato.

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Nessun uomo è un’isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata via dall’onda del mare, la terra ne è diminuita, come se un promontorio le mancasse, o una dimora amica o la tua stessa casa; ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io faccio parte dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana; essa suona per te”.
(John Donne)

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

Ecoimpronta.

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo:

I Giardini Margherita.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città?

Il suo interesse per il fare, la sua spinta a vivere bene.

 

Come vedo la città tra cinque anni:

Più marcatamente multietnica.

 

Perché mi candido?

In un momento storico in cui le vicende della comunità civile spingono ripetutamente al disimpegno, rinunciare al lavoro per la casa comune sarebbe per me la morte civile. La volontà di dare una mano a questo gruppo, in particolare, nasce da tre motivazioni interconnesse: la mia preoccupazione per i cambiamenti climatici nel pianeta con le conseguenze che avranno sulle condizioni di vita delle generazioni future; il riconoscimento che questo gruppo ha sensibilità per il ruolo essenziale dell’acqua nella vita; il lavoro che il Comune di Bologna sta già facendo per la realizzazione di piani di adattamento ai cambiamenti climatici con una specifica attenzione verso le crisi idriche.

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