Anno di nascita:

1968

 

Lavoro:

Avvocato.

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

(Don Lorenzo Milani, L’obbedienza non è più una virtù)

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

Vorrei lavorare alla creazione di un sistema integrato di accoglienza dei richiedenti asilo in città, che metta insieme le buone prassi già in atto nell’amministrazione comunale (Hub di Via Mattei, partecipazione allo SPRAR, gestione dei CAS) con le grandi risorse messe in campo da associazionismo e volontariato del territorio, per assicurare una maggior inclusione dei richiedenti asilo nel tessuto della città. Penso non soltanto alle lezioni di italiano e alla formazione lavoro, ma anche al coinvolgimento in attività ricreative e sociali, che consentano una reale condivisione tra rifugiati e cittadini di Bologna.

Parola chiave: CONDIVISIONE

 

Un luogo della città per te particolarmente significativo

Piazza Aldrovandi, cuore pulsante di una città in cui si incrociano la cultura dell’Università, la bellezza storica dei palazzi, le professioni, l’imprenditoria del mercato in cui convivono armoniosamente culture ed etnìe diverse.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città

La sua capacità di essere accogliente e solidale.

 

Come vedi la città tra cinque anni

Migliore di come è adesso e peggiore di come sarà tra dieci anni.

 

Perché ti candidi?

Perché non mi basta più stare a guardare, criticare o difendere le scelte dell’Amministrazione cittadina: desidero impegnarmi in prima persona per cercare di rendere Bologna ogni giorno un po’ più bella ed accogliente con tutti e per tutti.

 

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