Anno di nascita:

1965

 

Lavoro:

Imprenditore.

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Non abbiamo dato la preferenza, nella nostra costruzione, né alla libertà, né all’autorità; né alla maggioranza, né all’unanimità; né al lavoro, né alla cultura; né all’accentramento, né al decentramento; né all’esperienza, né al valore; né al particolare, né all’universale; né alla sintesi, né all’analisi; né alla nazione, né all’individuo; né alla teoria, né alla pratica; né al territorio, né alla funzione; né alla politica, né alla competenza; ma accettammo ognuno di questi elementi nel suo valore e nelle sue proporzioni onde ognuno di questi portasse ad armonia”.
(Adriano Olivetti, tratto da Fini e fine della Politica. Democrazia senza Partiti Politici, Edizioni di Comunità, 1949).

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

Condivisione, Ecoimpronta.

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo:

I Giardini del Guasto.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città?

Cultura della partecipazione e radici democratiche secolari.

 

Come vedo la città tra cinque anni?

Rigenerata nelle sue proprie radici.

 

Perché mi candido?

Ho deciso di rispondere alla chiamata di chi prima di me si è impegnato e ha dato prova di affidabilità e cuore, professionalità e umanità, facendomi dono della speranza. Ho pensato di dare il mio contributo, in uno scenario culturale che va impoverendosi, perché si delega a una produzione culturale di importazione, non più originale e innovativa.

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