Anno di nascita:

1971

 

Studi:

Dottoranda in Scienze Pedagogiche

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“Ma la storia non si fa da sola. E’ nostro compito costruirla. … Siamo in un labirinto e cerchiamo la luce dell’uscita. …la democrazia corrisponde al governo di ciascuno, di ciascuna. Non si tratta soltanto di affidarsi all’uno o all’altro, di dire di sì o no a chi sembra meritare a nostra fiducia, ma di essere capaci di un progetto, di un governo politico e di domandare a qualcuno o a qualcuna di gestire la politica scelta da noi.” (La democrazia comincia a due, Luce Irigaray)

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

Mi attiverò per progetti che riguardano la vivibilità del territorio e del suo utilizzo, come ad esempio la mobilità alternativa – bike sharing e car sharing -, le aree verdi – i parchi e i giardini, numerosi nel nostro quartiere, e la collina (ECOIMPRONTA);

Lavorerò per la partecipazione dei cittadini, l’individuazione di nuovi spazi di socialità e creazione per i giovani; per l’incremento dei patti di collaborazione e per attivare incontri pubblici periodici di valutazione e restituzione alla cittadinanza (CONDIVISIONE, BUONE SCARPE e BILANCIO); infine mi impegnerò per facilitare la collaborazione delle realtà territoriali associative sociali e culturali, ma anche per una maggiore inclusione delle famiglia in difficoltà e delle realtà educative, giovanili e sportive per i soggetti a rischio di abbandono scolastico e per contrastare l’analfabetismo (PANE).

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo: 

Molino Parisio, luogo di confine fra due quartieri e ricco di storia; il “Centro documentazione, ricerca e iniziativa delle Donne”.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città? 

Le persone, le relazioni, la voglia di partecipare e mettersi in gioco. – L’associazionismo: attivo e presente in tanti campi e che coinvolge persone di tutte le età -L’università e i giovani

 

Come vedi la città tra cinque anni:

Una città d’Europa aperta e dialogante, sicura e innovativa, che valorizza le diversità delle donne e degli uomini che la abitano, nel rispetto reciproco e nella cura dei beni comuni.

 

Perché mi candido?

La democrazia non è qualcosa di astratto ma una realtà che nasce dal noi e dal nostro stare insieme. Per questo ho deciso di impegnarmi in prima persona per il Quartiere S.Stefano, in cui sono nata e vivo, per renderlo spazio accogliente e di grande vivibilità per tutte e tutti, giovani e anziani con progetti concreti condivisi dalle persone del quartiere.

 

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