Anno di nascita:

1978

 

Lavoro:

Docente a contratto in Università, Storico e Formatore libero professionista.

 

Il passo di un libro che rappresenta me stesso e la mia candidatura:

“La storia non è solo la testimonianza di ciò che è successo e del perché è successo ma è, soprattutto, una maniera di provocare l’immaginazione”.
(Theodore Zeldin, Ventotto domande per affrontare il futuro. Un nuovo modo per ricordare il passato e immaginare l’avvenire, Palermo, Sellerio, 2015).

 

Il progetto a cui vorrei lavorare e la parola chiave a cui fa riferimento:

Mi interessa il mondo della cultura, inteso in senso ampio e in rapporto allo sviluppo economico. Bologna ha una grande tradizione imprenditoriale: penso ai settori della meccanica, dell’agroalimentare, della farmaceutica, ma pure alle cooperative e alle tante realtà artigiane. Tutto questo mondo vive anche di cultura tecnica, di investimenti sulla formazione, di rapporti con il tessuto museale e con le fondazioni. Ecco perché questo intreccio di saperi e di aspetti economici ed extraeconomici – in cui il ruolo dell’Amministrazione cittadina può essere cruciale – è ben rappresentato dalla parola CONDIVISIONE.

 

Un luogo della città per me particolarmente significativo:

Museo del Patrimonio Industriale.

 

Quali sono le principali risorse/opportunità di questa città:

Università, Imprese cooperative, Imprese meccaniche, Turismo.

 

Come vedo la città tra cinque anni:

In crescita dal punto di vista economico. Credo che il nostro impegno si debba caratterizzare per abbinare a questo sviluppo un’altrettanto importante crescita sul piano civile e sociale.

 

Perché mi candido?

Mi è stato detto che le mie competenze possono essere utili e soprattutto condivido il progetto politico. Da bolognese figlio di bolognesi mi interessa anche impegnarmi perché la straordinaria tradizione di arricchimenti e contaminazioni culturali, che è parte dell’identità della nostra città, non venga denigrata.

 

Profilo professionale

http://clionet.it/tito-menzani.asp

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